martedì 27 ottobre 2015

BLINDSIDING LOVE

 She's romantic, a dreamer and loves writing, so, one day, she just came up to me and said: "Hey mom, I wrote a book!", she self-published it on Amazon and is getting tons of positive feedback.
The book is in English because, even if she's Italian, her heart has always been American and we can't exactly tell why! It's a language that she learned all on her own, watching episodes of her favorite TV show The OC in English, when she was about five or six years old... and now she turned that passion for foreign languages into her subject of studying.

The book is a romance novel, born out of an original idea and that can be easily read; the two main characters are both relatable and charming, and you find yourself following them through the pages, into their story, rooting for them and the happy ending that they deserve.

If your curiosity or interest has been spiked, you can find the book at this link at less than three dollars.

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È romantica, sognatrice e ama scrivere, così, un bel giorno, se n'è uscita con la frase: "Sai mamma, ho scritto un libro!", l'ha auto-pubblicato su Amazon e sta ricevendo un mucchio di consensi.  
Il libro è scritto in inglese perchè, anche se lei è ltaliana, il suo cuore è inglese da sempre, non si capisce bene il perchè. L'inglese se l'è imparato da sola, quando aveva cinque/sei anni, guardando le cassette in inglese di O.C., la sua serie televisiva preferita, e della sua passione per le lingue ne ha fatto oggetto di studio.

Il libro è una storia romantica, nata da un'idea originale e si legge avidamente; i due personaggi sono empatici e affascinanti e ci si trova ad accompagnarli, attraverso le pagine, nella loro storia, facendo il tifo per loro e per il finale che entrambi si meritano.

Se siete incurositi o interessati, il link per leggerlo è questo, il suo costo è poco meno di tre euro.



Happy reading/Buona lettura!

sabato 24 ottobre 2015

LA FOTOGRAFIA E' UN ESERCIZIO DI OSSERVAZIONE. ISABEL ALLENDE




Ogni tanto mi ricordo che ho anche un blog (madre degenere di blog), ma devo confessare che tra i miei figli virtuali, ho una sfacciata preferenza per Instagram, così, come fanno i genitori brutti e cattivi, lo vizio molto, dimenticandomi degli altri e lui mi riempie di soddisfazioni.

 Instagram, ma in particolar modo l' iPhone, mi ha fatto scoprire l'amore spudorato per la fotografia, che, all'inizio, era semplicemente un piacevole passatempo, ora si è trasormato in una vera e propra passione. Le conseguenze precipitano su famiglia e parenti, perchè, se vedo un'espressione, un atteggiamento, un movimento che attira la mia attenzione e mi colpisce, mi parta lo scatto, facile e veloce, se sto guidando e un panorama mi piace, mi fermo, scendo e fotografo, sono a parlare con una persona? Dietro noto uno sfondo, o un cielo, o una rondine o un cespuglio colorato? Bè faccio fatica a contenermi e, spesso, non mi contengo affatto e mi parte lo scatto, sfacciato e consapevole di esserlo. 

Il tutto mi ha portato ad un' attenzione per il dettaglio, minuziosa e accorta, che mi fa cogliere al volo particolari che fino a poco tempo fa mi sarebbero passati inosservati, insomma, nessuna contoindicazione per chi adora, come me, la fotografia, solo tanta apertura mentale verso tutto ciò che ci circonda. 

Così ho finito per iscrivermi ad un corso, ora, nel paese in cui abito, se non hai vent'anni, e io li ho superati da poco :DD,  i corsi di fotografia te li puoi scordare, così, una volta a settimana, avviene la mia diaspora verso la città, dove incontro gente afflitta della mia stessa meravigliosa malattia: la fotografia.











 Figlia, marito, io,  la mia casa, il paese in cui abito, i posti che frequento, la cucina, insomma tutto, tranne mio figlio che si rifiuta categoricamente, passa sotto il mio frenetico obiettivo, perfino i ricordi.


Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l'arte della fotografia
Helmut Newton
  
Non avrei saputo spiegarlo meglio.
E a voi? Piace fotografare?

domenica 22 marzo 2015

FIERA DI SAN GIUSEPPE

C'è ogni anno e, come ogni anno, mi ero ripromessa di non andarci, ma poi, un pò per curiosità e un pò perchè in fondo sono una masochista, sono partita, anche di testa, si. Ora dovete sapere che la fiera di San Giuseppe è l'unica fiera della mia città che, sinceramente, non ha molte attrattive a livello di organizzazione di eventi. Questa fiera richiama quindi tantissima gente, ma tantissima come quest'anno, non mi ricordo di averla mai vista.
Non so bene come sia successo, penso che le persone si materializzassero dal nulla, un pò come gli zombi nei videogames, creature tutto sommato difficilmente letali, ma che si muovono in branco e puntano a sfiancarti, sfruttando la superiorità numerica. Ciondolano senza direzione alcuna, non importa se gli stand sono ai lati, colpirli ripetutamente non riuscirebbe ad annientarli, ma procurerebbe senza dubbio un'immediata sensazione di benessere. Perdendomi nelle mie considerazioni, finisco col fissare un punto indefinito nello spazio, lasciandomi cullare dal brusio di sottofondo e tirare dalla mano impaziente di mio marito. Ogni tanto riemergo e riesco ad individuare qualcosa di inetressante, come lo stand dei gomitoli di lana o quello dei foular  dai mille colori, ma è giusto un attimo, perchè poi la marea mi ritrascina nella sua onda e passo oltre  Il peggio è che tutti gli altri sermbrano divertirsi un mondo, il che rende qusi impossibile contenerne l'esuberanza.
Alla fine riusciamo, o più esattaemente, il marito riesce a divincolarci da questa folla e scegliamo una strada meno battuta, senza fiera, ovvio, per dirigerci in una pasticceria che fa delle zeppole al forno che sono squisite, comprane un pò e portarcele a casa.



  

Quel palloncino rosa a forma di bambina che penso raffigurasse la sorella di Elsa, ma non ne sono certa, perchè i miei figli sono grandicelli e so tutto di Lady Oscar e Holly e Benji, ma Frozen è un pianeta sconosciuto, è l'unica cosa che avrei voluto portarmi a casa.


domenica 22 febbraio 2015

TWITTER #celho

Era da un pò che ci stavo pensando, Twitter mi aveva sempre incuriosito ed era da tanto tempo che non rinnovavo il blog, così ho deciso di iscivermi al primo e di cambiare vestito al secondo.  Le due cose sono state più facil del previsto, va bè, iscriversi a Twitter è davero semplice, ma cambiare il blog pensavo sarebbe stato più traumatico, invece la cosa è venuta da sè, con i riferimenti al mio grande amore Instagram e al mio nuovo Twitter, fiori qua e là, da romantica quale sono e tanta voglia di scrivere. Mi era venuta anche una mezza idea di comprarmi un dominio ( la frase è tanta roba, ma in realtà è uno spazio virtuale che costa 5 o 10 euro all'anno) per farlo diventare un sito vero e proprio, ma l'idea di abbandonare tutti i miei vecchi post, ognuno dei quali mi ricorda un preciso periodo, proprio non mi va, almeno per ora.
L'aiuto maggiore che ho ricevuto in questo cambiamento è stato dalla blogger più in gamba che io conosca: mia figlia.

Quasi quasi ora comincio a pensare a Pinterest...


giovedì 8 gennaio 2015

IL MIO BLOG!

Il primo amore fu il blog, sulla pagina di Casa Facile leggevo di tante blogger che gestivano uno spazio tutto loro, così, avendo sempre amato leggere e ancora di piu scrivere, non mi lasciai sfuggire l'occasione e, con il paziente aiuto di mia figlia, mi creai questo blog, In pochissimo tempo ne conobbi altri e altri conobbero il mio, creando quella simpatia virtuale, e spesso non solo, fra persone che condividono medesime passioni e sono sulla stessa lunghezza d'onda. All'nizio questa mia "creatura" veniva molto coccolata da me, scrivevo spesso e ogni giorno ci facevo un salto, poi, piano piano, allentai la presa, forse non avevo più tempo da dedicargli o semplicemente avevo meno cose  da dire. Il suo posto venne piano piano preso da instagram, un'applicazione che sembra creata apposta per chi, come me, è innamorato della fotografia e della possibilità che solo questa offre, di fermare gli attimi e i momenti, non solo quelli speciali, ma tutti.
Facebook è, fra tutte le possibilità virtuali che questo anno 2000 offre, o perlomeno di quelle di mia conoscenza, quella che mi piace meno, si postano foto, si mettono  "mi piace", ma tutto finisce lì, non c'è possibilità di interagire un granchè e ti ritrovi con decine di "amici" che magari se incontri per strada neanche saluti. Trovo più nelle mie corde twitter, non ce l'ho, ma prima o poi, più prima che poi, ho intenzione di registrarmici, mi sembra più veloce, più ironico e mi incuriosisce, molto più di facebook che, al suo confronto, trovo stantio e vecchiotto ( scusa Mark Zuckerberg).

Sarà però che il primo amore non si scorda mai, di qualsiasi tipo di amore si tratti, questo è il posto al quale sono più affezionata, quindi non potevo non renderlo partecipe del mio Natale, fatto di famiglia, della mia terra, di dolci e regali, proprio come quello di tutti voi.



Buon rientro alla quotidianità a tutti!

martedì 25 novembre 2014

A MODO TUO

Succede che quando la vivi, la vita, non ti accorgi bene di quello che succede e i fatti ti passano attraverso come se fossi fatto di vento, come se la fatica neppure ti sfiorasse e gli impegni semplicementi ci fossero e andassero prima affrontati e poi superati, senza sforzo apparente..
Poi capita che gli anni passino e ti venga la voglia, aiutata dal notevole numero degli anni trascorsi, di voltarti indietro e chiederti come tu abbia potuto fare a districarti tra i bimbi piccoli, un marito e un lavoro, roba che se uno ci pensasse prima di iniziare, neanche ci proverebbe a farlo che tanto non ci potresti riuscire e invece ci se la fa, eccome se ci se la fa.. Perchè nella vita a me è capitato che le cose migliori siano state quelle inaspettate, che quelle venute meglio e con successo, fossero quelle non programmate e vissute con superficialità, spensieratezza ed improvvisazione, che spesso accompagnno la fortuna e le scelte più azzardate e azzeccate, dettate dall' istinto e dalla pancia.
Se mi giro, vedo mio marito ed io giovanissimi con um bimbo da crescere, quando anche noi dovevamo ancora farlo, con un figlio al quale dovere insegnare cose che ancora non avevamo imparato, così siamo cresciuti insieme prima noi tre e poi noi quattro, imparando l'uno dall'altro, perchè anche i figli insegnano e non è retorica.
La casa piena di biberon, tutine, giochi e libri, libri che hanno fatto e fanno da sottofondo a tutte le mie giornate, talmente tanti che certi  li ho dovuti regalare, alcuni al carcere della città vicina, altri agli orfanotrofi, ma mi dispiace separarmi da loro, molto più che dagli abiti, perchè ognuno custodisce nelle proprie pagine un ricordo ed è legato a momenti e ad odori che si rifanno vivi mentre riprendo il libro tra le mani, così continuo a riempirmi casa e garagi. Tutto questo amore per i libri e per la scrittura l'ho tramandato ai miei figli, soprattutto al primo che ne ha fatto motivo, prima di studio e poi di lavoro, riempendomi di tantissimo orgoglio, a testimonianza che meno si pensa e più si agisce e meglio è.
 Tutto questa nostalgia perchè?
Perchè novembre con la sua aria lattiginosa e bagnata ti regala tempo per pensare, perchè anche la più "piccola" di casa è andata a studiare fuori città e i pomeriggi piovosi e grigi non sono una cosa buona e giusta, perchè novembre, diciamocelo, sarà pure il mese in cui sono nata, ma in quanto a cupezza ed avarizia di luce non lo batte nessuno e meno male che tra il lavoro, le feste natalizie che si avvicinano e ci porteranno dritti dritti a metà gennaio e san skype il tempo e lo spazio si restringono.

Ma poi inciampi per caso in questa canzone e devi ricominciare tutto da capo

A modo tuo





lunedì 29 settembre 2014

PER NON DIMENTICARE: 28 SETTEMBRE 1922

Ci sono momenti nei qiali mi sento piu vicina al passato di altri, forse dipende da stati d'animo particolari o da semplici empatie. Così, ieri, mi sono ritrovata a pensare ai miei noinni e a quello che ha rappresentato per loro, e non solo, la giornata del 28 settembre 1922, esattamente 92 anni fa.
Alle tre di notte, gli abitanti del mio paese dormivano, accoccolati sotto le looro coperte, come si fa quando fuori impervia un temporale e ci si sente al sicuro nel proprio letto ed è ancora più dolce il riposare, all'improvviso scoppiò l'inferno, si videro precipitare addosso la fine del mondo, un fulmine aveva colpito una polveriera sulla collina e l'onda d'urto che si creò rese l'atmosfera del piccolo borgo sottostante incandescente, sradicò albei, distrusse e scoperchiò case e fece piovere sul paese sassi enormi, dal diametro di decine e decine di metri, con una violenza tale da creare voragini sul terreno. Persero la vita centinaia di persone, mia nonna mi raccontava spesso che dormiva accanto alla sua nipotina, figlia di sua sorella di sua sorella, nel letto matrimoniale quando un macigno piombò sul tetto, dividendolo esattamente a metà, portandosi dietro, sotto le macerie, la piccolina. A distanza di decenni mia nonna temeva talmente i temporali notturni che si alzava dal letto e si andava a rinchiudere nel ripostiglio del primo piano, per sentirsi al sicuro, con una candela accesa e tante preghiere tra le labbra.
E così stanotte, alle tre, mi sono svegliata. senza alcun motivo, e la mia mente è andata a quelle persone che si sono addormentate alla sera, per non svegliarsi più, a chi ha perso genitori o figli, a questo meraviglioso paese ricostruito con tanti aiuti da Genova e con  tanta buona volontà dai sopravvissuti  e sono ancora più prgogliosa di fare parte di questa stirpe di persone, così forte e coraggiosa, che è riuscita a risollevarsi dopo la catastrofe, che si è aiutata, che è stata capace di andare aventi.





Ma senza dimenticare.